Energia solare in campo agricolo: coltivare energia, raccogliere sostenibilità.

La trasformazione del sistema energetico verso l’utilizzo di fonti pulite è un’opportunità per ridurre l’impatto della crisi climatica nel settore agricolo, salvaguardare la biodiversità e stimolare il coinvolgimento proattivo di individui e imprese.
Questo scenario si concretizza nell’agrivoltaico, che segna un progresso significativo nel campo delle energie rinnovabili.
L’agrivoltaico rappresenta l’integrazione dell’energia solare fotovoltaica con l’agricoltura e l’allevamento su uno stesso terreno, ottimizzando l’uso dello spazio per entrambe le finalità. Questo modello incarna un sistema sostenibile che abbraccia la produzione di energia rinnovabile, la conservazione del suolo e la protezione della biodiversità.
L’agrivoltaico è sinonimo di un’innovazione che armonizza la generazione di energia solare con le attività agricole, favorendo un valore aggiunto per le comunità e i territori che accolgono tali progetti. La collaborazione tra agronomi, aziende agricole, università, centri di ricerca, enti non profit e startup è cruciale per sfruttare le peculiarità locali e massimizzare i benefici di tali iniziative.
Queste sinergie aprono a nuove forme di cooperazione, dimostrando che i settori energetico e agricolo possono procedere di pari passo verso obiettivi di sostenibilità condivisi. I vantaggi si estendono oltre la produzione energetica, contribuendo alla conservazione ambientale e alla protezione dei servizi ecosistemici.
Vantaggi dell’agrivoltaico
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Il MASE pubblica il decreto di incentivo all’agrivoltaico innovativo
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato un decreto che incentiva lo sviluppo di sistemi agrivoltaici sperimentali. Il decreto, che sarà attivo dal 14 febbraio, mira alla creazione di nuovi impianti per un totale di 1,04 gigawatt, combinando la generazione di energia pulita con l’agricoltura.
Per facilitare lo sviluppo di questi sistemi integrati, è previsto un contributo a fondo perduto, finanziato dal PNRR, che coprirà fino al 40% dei costi ammissibili, oltre a una tariffa incentivante per l’energia elettrica effettivamente prodotta e immessa in rete.
Gli interessati possono accedere al supporto iscrivendosi a registri specifici o partecipando a bandi competitivi, a seconda della dimensione e proprietà dei progetti, previsti per il 2024.
Ci saranno registrazioni per un totale di 300 megawatt dedicate a impianti fino a 1 megawatt gestiti da agricoltori o loro gruppi, mentre le procedure competitive, per un totale di 740 megawatt, sono aperte a impianti di varie dimensioni gestiti da agricoltori, loro consorzi o partnership temporanee che includono almeno un agricoltore.
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